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Calcio nel trattamento dell'ipocalcemia, iperfosfatemia e nella prevenzione dell'osteoporosi

I supplementi di Calcio sono generalmente somministrati, nel caso di un apporto di Calcio insufficiente con la dieta o sulla base di determinate necessità durante la gravidanza e l'allattamento, nell'infanzia quando vi è una maggiore richiesta di Calcio, e negli anziani quando l'assorbimento di Calcio è ridotto.
I sali di Calcio trovano indicazione in caso di carenza di Calcio, nel trattamento dell' ipocalcemia, iperfosfatemia ( i sali di Calcio hanno un meccanismo d'azione di chelazione dei fosfati ), ed infine nella prevenzione dell'osteoporosi.

Posologia e modo di somministrazione - Nel trattamento dell'ipocalcemia acuta, il Calcio viene somministrato sotto forma di Calcio gluconato, per iniezione endovenosa alla dose di 1-2 g, negli adulti. Nella prevenzione dell'osteoporosi risulta appropriato un supplemento di almeno 40 mmoli di Calcio.

Effetti indesiderati - Gli effetti indesiderati che possono verificarsi, quando il trattamento con sali di Calcio è prolungato nel tempo sono: ipercalcemia accompagnata da dolori addominali, nausea, vomito, sensazione di sete, poliuria, aritmie, con caratteristiche modificazioni del tracciato Ecg, ipertensione arteriosa.
Gli eventi indesiderati che si manifestano quando i sali di Calcio vengono somministrati per via endovenosa sono: vasodilatazione periferica con caduta della pressione arteriosa e reazioni cutanee nella sede dell'iniezione.

Controindicazioni e avvertenze - La somministrazione di sali di Calcio è controindicata in pazienti con litiasi calcica, cioè presenza di calcoli renali; in pazienti con grave insufficienza renale e in pazienti con ipercalcemia e ipercalciuria. Di solito queste due ultime condizioni si verificano in pazienti immobilizzati per lungo tempo; in questo caso il trattamento con Calcio può essere iniziato solo quando il paziente riprende la propria mobilità.
E’ da evitare la somministrazione di Calcio cloruro in pazienti con acidosi respiratoria o insufficienza respiratoria.
Cautela deve essere prestata all'uso di sali di Calcio nei pazienti con malattie renali e cardiovascolari.
In caso di trattamenti prolungati con sali di Calcio, è necessario effettuare un controllo periodico della calcemia che si deve mantenere entro valori di 9.10 mg/100 ml, e un controllo della calciuria che non deve superare i 300 mg/24 ore. In caso contrario è consigliabile interrompere il trattamento.

Interazioni - I sali di Calcio interagiscono con: 1) Tetraciclina e Ciprofloxacina ( riduzione del loro assorbimento ); 2) bifosfonati ( riduzione dell'assorbimento dei bifosfonati ); 3) corticosteroidi ( riduzione dell'assorbimento dei sali di Calcio ); 4) diuretici ( aumento del rischio di ipercalcemia con i diuretici tiazidici ); 5) Ferro, Fluoro, Zinco ( riduzione del loro assorbimento ); 6) glicosidi cardiaci ( aumentato rischio di aritmie se si somministrano alte dosi di Calcio per via endovenosa ); 7) ormoni tiroidei ( riduzione dell'assorbimento di Levotiroxina ).( Xagena_2009 )

Nomi commerciali - Calc CL ( Calcio cloruro ) GSE, Calc CL FN.


Fonte: Guida all’uso dei farmaci, V Edizione



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